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CINEMA: MOSTRA DI VENEZIA. 3 Settembre 2010

67° Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia.

1 > 11 settembre 2010. Direttore Marco Müller.

3 SETTEMBRE.

SALA GRANDE.
Today, uh – durante una mattinata con esagerato diluvio universale – tre film italiani per Controcampo fuori concorso, NIENTE ORCHIDEE di Simone e Leonardo Godano with Giuseppe Fiorello 'brother', Solarino, Mascìa, Raschillà. Fiorellino si chiama Filippo e dopo qualche anno di prison la camorra gli affida un bar ma lui deve ricambiare il favore infilando cadaveri eccellenti o miserabili nella cella frigorifera. Viva l'Italia. I BACI MAI DATI di Roberta Torre (absolut pazzo il suo "Tano da morire") con Donatella Finocchiaro, Pino
Micol, Piera Degli Esposti, Giuseppe Fiorello, Carla Marchese. Set in Sicilia dove una bambina, cresciuta di corsa, si spaccia per una santa che dispensa miracoli; la madre – ex miss suo condominio – ingorda ne fa un business. GORBACIOF di Stefano Incerti con Toni Servillo, Mi Yang, Geppi Glejeses, Nello Mascìa; un cassiere con il vizio del gioco che si chiama come il premier russo ma ha il volto della tentazione di Servillo, più imprevedibile e profondo di Joe Pesci. Nel tardo pomeriggio, due opere mai verificate, HAPPY FEW di Antony Cordier (Francia) con Marina Fois e SOMEWHERE di Sofia Coppola (Usa) con Benicio Del Toro e non si capisce Simona Ventura. Ma tutti restano nella Sala Grande per vedere il mito John Woo col Leone d'Oro alla carriera and rivedere JIANYU (REIGN OF ASSASSINS) di Su Chao-Pin e John Woo. A mezzanotte, chicca italiana, LA COMMEDIA di Amos Poe, con Francis Ford Coppola, Isabelle Huppert,
Roberto Benigni. Espanso ma tranquillo nella spirale delle conseguenze. Alle due del mattino, suonati, ma almeno – prima del cuscino – due passi nei profumi magici delle calli, senza logica, tenebrose. Due passi di danza aiutano sempre. Uh..


PALABIENNALE.

Già visti il giorno prima, ricompaiono senza scandalo LA PECORA NERA di Celestini, NON SI PUÒ NULLA CONTRO IL VENTO di Flatform, LA BELLE ENDORMIE di Breillat. Nel tardo pomeriggio, già nel palinsesto odierno della Sala Grande, replicano in contemporanea – per veicolare il pubblico nella strategia del caos – NIENTE ORCHIDEE dei Godano, I BACI MAI DATI della Torre, SOMEWHERE della Coppola e perfino il Leone JIANYU.

 

SALA DARSENA.
Per la settimana Internazionale della Critica, ANGÈLE ET TONY di Alix Delaporte (Francia) con Clotilde Hesme, Grégory
Gadebois, Evelyne Didi, Jérôme Huguet, Antoine Couleau. Per la Giornata degli Autori, INCENDIES (SCORCHED) di Denis Villeneuve (Canada, Francia) con Lubna Azabal, Mélissa Désormeaux-Poulin, Maxim Gaudette, Rémy Girard. La sera, seguono due Orizzonti invece di uno, alle 22 e a mezzanotte, EL POZO di Guillermo Arriaga (Messico) e I MALAVOGLIA di Pasquale Scimeca (Italia). Il primo è quella storia dove un bambino cade in un pozzo e per una ragione o per l'altra non ne verrà mai fuori; il secondo ispirato al Verga, girato in sei settimane in Sicilia, concentrato e raccontato da giovani del Sud senza prospettiva. Dopo Venezia – sempre in settembre – Scimeca lo porta al Toronto International Film Festival.

SALA PERLA.
In tarda mattinata, altri Orizzonti con sette cortometraggi, trasgressivi, indipendenti – minimi al massimo – senza la grande tentazione del botteghino: THE FUTURIST di Emily Richardson (Gran Bretagna); HARU NO SHIKUMI (THE MECHANISM OF SPRING) di Atsushi Wada (Giappone); IL CAPO di Yuri Ancarani (Italia); CASUS BELLI di Georgios Zois (Grecia); LES BARBARES di Jean Gabriel Périot (Francia); ATOM di Markus Löffler und Andrée Korpys (Germania); MAGIC FOR BEGINNERS di Jesse McLean (Usa). Nel pomeriggio, tuttavia, retrospettiva periferica piena di tante suggerite indifendibili parole; IL RAGAZZO DI CAMPAGNA (1984) di Castellano & Pipolo
(Giuseppe Moccia) con Renato
Pozzetto, Massimo Boldi, Enzo Cannavale, Massimo Serato, Enzo Garinei e Jimmy il Fenomeno che lo dice il nome. Per chiudere si sceglie, per pudore, tre Orizzonti, sperimentali, trascinanti e differenzianti: COMING ATTRACTIONS di Peter Tscherkassky (Austria); THE LEOPARD di Isaac Julien (Gran
Bretagna, Italia); BETTER LIFE di Isaac Julien( Gran Bretagna, Cina).

SALA VOLPI.
Dalle 18 fin fino al giorno dopo, retro-spettive tutte italiane dal linguaggio analitico (pur senza W la foca, evviva), ma che certo Marco Giusti adora: 6X8/48 (TUTTA LA CITTÀ CANTA) di
Riccardo Freda con Nino
Taranto, Nanda Primavera, Maria Pia Arcangeli, Vivi Gioi, Natalino
Otto, Gianni Bonos, Gigi Bonos, Vittorio Bonos; IO NON SPEZZO… ROMPO di Bruno Corbucci
con Alighiero
Noschese, Enrico Montesano, Janet Agren, Claudio Gora, Lino Banfi,
Giacomo Furia, Luigi Pernice, Sandro Dori, Gordon Mitchell. + due film di Daniele Segre, IL SANGUE VERDE (GREEN BLOOD) e LISETTA CARMI. UN’ANIMA IN CAMMINO. Passeggiando.