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FRANCESCO ALBERONI

Alberoni by origa (2) FRANCESCO ALBERONI, portrait
by
Graziano Origa, 20×26, blowout retino + pantone + letraset + makeup pencil, framed for Nòva100, 2009.


FRANCESCO ALBERONI conversa con GRAZIANO ORIGA.

Ci sono dei periodi in cui Alberoni viene riconosciuto per strada esattamente come se fosse Renato Zero. Ce ne sono altri in cui il suo nome risulta sconosciuto persino alla portineria del suo palazzo. Ogni volta che esce un suo libro, è di nuovo un personaggio da hit-parade della cultura. Sociologo, laureato in medicina a Pavia, docente di psicologia e sociologia, studioso e inventore di movimenti sociali, scrittore di successo e naturalmente, suo malgrado, intellettuale.


GRAZIANO ORIGA: Ieri ho preso l'ultimo numero di CapitaI
FRANCESCO ALBERONI: Ha visto che bella copertina?
ORIGA: Appena l'ho vista sono impazzito. Mi sono detto: «mi è venuto appena in mente Alberoni per il mio magazine Punk Artist  e il giorno dopo lo ritrovo nella cover di Capital».
ALBERONI: Quella foto è di Gastone Jung.
ORIGA: L'intervista che le ha fatto Laura Bonaparte è lunghissima ma per niente noiosa. È tutto così interessante. Domande e risposte primordiali, colte ma semplici. Ad un certo punto sembra nello spirito di una intervista di Truman Capote a Marilyn Monroe.
ORIGA: Lei continua a scrivere troppo pochi articoli per il Corriere della Sera.
ALBERONI: Ne scrivo troppi. Uno alla settimana è tantissimo. Non sempre riesco a prendere un argomento complicatissimo e ridurlo a poche proposizioni elementari, a un discorso limpido, quasi ovvio. È per questo che gli intellettuali italiani si arrabbiano con me. Faccio il contrario di loro, che, prendono un argomento semplice e lo complicano.
ORIGA: Cerco di immaginare la felicità della persona che ha corretto le bozze di Innamoramento e Amore… Gli sarà sembrato come leggere un libro di… Non so…
ALBERONI: Di Liala… Nella scienza, le teorie più semplici sono le migliori. Se l'equazione di Einstein E = mc2 fosse lunga 18 righe sarebbe strampalata.
ORIGA: Da quando ho saputo che lei ha contribuito al lancio pubblicitario della Barilla e dell'Olandesina mangio solo spaghetti e mi lavo la biancheria in casa…
ALBERONI: Queste cose si fanno sempre per necessita-virtù. Rendere piacevoli le cose si fanno perché se ne ha bisogno.
ORIGA: Medicine, pastiglie, malattie…
ALBERONI: lo sono medico, e ho una certa propensione all'uso delle medicine. Ultimamente non prendo più nulla. Solo Aspirina rapida effervescente. Mi faccio visitare solo se sono grave. Siamo in una fase medica che precede la sintesi, fra un po' ci saranno i computer che metteranno insieme i dati della storia biologica del paziente e che fornirà un farmaco preciso.
ORIGA: Rock, punk, fashion, dandy…
ALBERONI: Sono termini come altri. Se mi capita li uso. Son fatti sociali, come diire PSl, PCI, Reagan, ci sono i punk. Realtà ben precise come Rinascimento e Romanticismo.
ORIGA: Devo ancora leggere il suo libro…
ALBERONI: È uno dei pochi che non l'ha ancor fatto…
ORIGA: …Ne hanno parlato tutti. E io non so ancora di che amore si parla…
ALBERONI: Nel mio libro non si parla di un amore travolgente fra un famoso attore e il suo pappagallo.
ORIGA: Lei è molto celebre, ha più passaggi televisivi di un attore di successo, i settimanali politici non possono fare a meno di chiederle qualcosa sul progresso e futuro del computer…
ALBERONI: …Se io smetto di fare interventi televisivi, rilasciare interviste, scrivere libri, nessuno si ricorda più di me. In questo tempo, nei mestieri come il mio, si registra quello che si sta facendo al momento, e poi tutto passa. Pensi che, chi ricorda la mia immagine degli anni '60 continua a vedermi come studioso di istituzioni e movimenti sociali, chi mi ha conosciuto soltanto in questo periodo crede che io sia uno specialista in lettere d'amore.
ORIGA: Lei lavora molto con il computer, e i ricercatori dell'Eurisko in Milano… 
ALBERONI: Voglio avere i dati di tutto quello che succede nel mondo, essere aggiornato con le cifre. Non voglio essere isolato. lo spero molto che nei prossimi anni si sviluppi molto la computerizzazione. Adoro il pc. Ouando non c'erano mi mancavano. Mi piace l'idea che uno studioso di Vigevano abbia la possibilità di consultare in brevissimo tempo gli stessi dati di un ricercatore di Boston. Pensi che nel 1957, io ho contribuito, seppur portando soltanto poche valvole, alla costruzione del primo computer fatto a Milano da Spino D'Adda e dal mio amico matematico Guido Bortone. D'Adda è oggi il rettore del Politecnico. Nel lontano 1957 altri calcolatori, dunque, non ce ne erano. Bortone e i suoi colla
boratori mi avevano fatto l'inversione di una matrice che, se avessi dovuta farla da solo con le mie calcolatrici, ci avrei messo tre mesi di lavoro mentre loro me la avevano fornita in 20 minuti. Oggi credo si faccia in qualche frazione di secondo.

ORIGA: I suoi amici, gli incontri con gli altri studiosi e intellettuali…
ALBERONI: Mi sento più isolato rispetto al passato…
ORIGA: Incontrarsi ormai è inutile…
ALBERONI: No, è ancora importante, solo che la gente è dispersa per il mondo, come faccio a incontrarmi con uno che in questo momento è a Montreal e poi riparte per Santa Monica. A me stordisce viaggiare. l congressi mi danno fastidio perché vedo mille persone tutte insieme. Mi piacciono gli incontri con una persona per volta, ragionare, senza fretta.
ORIGA: Pensa molto, lei…
ALBERONI: Sono le mie idee che si pensano.
ORIGA: Le sue giornate all'Università…
ALBERONI: Sono giornate un po' sonnolente… Didattica… Consigli di facoltà…
ORIGA: Ogni anno lei cambia pettinatura, i suoi capelli nell'80 erano a caschetto, nell'81 quasi rapati…
ALBERONI: Ma non vado dal parrucchiere, sono io che mi guardo allo specchio e mi viene voglia magari di accorciarli. Oggi – prima che arrivasse lei – mi sono guardato e ho pensato che mi piacerebbe non averne proprio, mi danno fastidio. Sono per il capello cortissimo…
ORIGA: Come Dozier dopo la liberazione?
ALBERONI: No, quelli non mi piacciono perché sono da nazista.
ORIGA: Mi piacerebbe molto vedere su due pagine di Men's' Bazaar le 25 pettinature e calvizie di Francesco Alberoni negli ultimi 25 anni.
ALBERONI: Appena è uscito Innamoramento e Amore, c'è stato un articolo dello scrittore Paolo Volponi su Alfabeta; quattro pagine sui miei capelli. È stata per me una rivelazione, rivelazione dell'odio che Volponi aveva per me. L'allucinante interesse di Volponi nei confronti dei miei capelli. C'era scritto che usavo la spazzola, sembrava che mi avesse seguito di notte o nella mia intimità mattutina. A L'Espresso avevano chiesto al parrucchiere Vergottini di dare una sua opinione…
ORIGA: Una volta ho visto una sua foto mentre accompagnava il suo figlio piccolo a scuola…
ALBERONI: Giulio, ma ho anche altri tre figli grandi, Margherita che fa Medicina, Francesca che fa Lettere e Paolo che quest'annno finisce il Liceo. Adesso vado a mangiare da loro, compro due ananas e glieli porto…

(Verifica Empirica su Punk Artist n. 13, aprile 1982).


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Alberoni by origa Francesco Alberoni, portrait
by
Graziano Origa, 20×25, pen&ink + ecoline,
framed for Nòva100, 2009.