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CINEMA: MOSTRA DI VENEZIA. 1° Settembre 2010

67° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

1 > 11 settembre 2010. Direttore Marco Müller.

1° SETTEMBRE.

SALA GRANDE.
Biennale Arte first, but today, uh, inaugurazione di cinema, ricordando che Italo Calvino ne era direttore nel 1981. Napolitano era qui, Tinto Brass con malessere pomeridiano era qui. Armando Trovajoli (93 anni e 300 colonne sonore!) era qui. Sul red carpet, qui, Quentin Tarantino e Carla Fracci. Poi, finite le cerimonie, buio nella Sala Grande con il tragico delicato film d'apertura: BLACK SWAN di Darren Aronofsky (Usa) con Natalie Portman, Mila Kunis, il demoniaco-magrissimo-seducente Vincent Cassel (Crochon all'anagrafe), Barbara Hershey e – l'ormai signora che si veste a fiori – Winona Ryder (vero nome Laura Horowitz, nata in a little town americana che si chiama proprio come lei, Winona. Funny!). Chi non si alza dalla poltrona rossa, alle 22 proseguirà (lucidandosi prima gli occhi) con il fuori concorso moooolto mandarino: JINGWU FENGYUN – CHEN ZHEN (LEGEND OF THE FIST: THE RETURN OF CHEN ZHEN) di Andrew Lau (Cina–Hong Kong) con Donnie Yen, Shu Qi, Anthony Wong, Huang Bo. A mezzanotte (tutti in attesa pur con un esagerato trailer che mostra già i frames uno per uno): MACHETE di Robert Rodriguez and Ethan Maniquis
(Usa) con il truce (cicatroso + butteroso + pustoloso + brufoloso + vaialoso) Danny Trejo (il figlio mai avuto di Charles Bronson), Jessica Alba,
Michelle Rodriguez, uno storto Robert De Niro e due reduci del trash che fanno sempre tenerezza, Steven Seagal e Don Johnson.

SALA DARSENA.                               
Dal pomeriggio fino a mezzanotte: THE ACCORDION di Jafar Panahi (Iran). Poi retrospettive Anni Ottanta con il delizioso LE BRUIT DES GLAÇONS (THE CLINK OF ICE) di Bertrand Blier (Francia, 1987), THE HAPPY POET di Paul Gordon (Usa, 1985) e il documentario dell'88 del mio amico Giancarlo Scarchilli, VITTORIO RACCONTA GASSMAN – UNA VITA DA MATTATORE.
 
SALA PERLA.
COMPAGNI DI SCUOLA (1988) di Carlo Verdone (Italia) con Verdone quando era ancora lui, Eleonora Giorgi che si aggrappa,
Christian De Sica empirico, un metaforico Alessandro Benvenuti e un infinito  non-finito, mai finito, Maurizio Ferrini.
 
SALA VOLPI.

Grande abbuffata di indispensabili film – muti ma parlanti nella memoria – dal 1910 al 1915, con Tontolini, Polidor, Gigetta, Totò, Kri Kri, Fricot e Robinet. I Mister Bean di una volta.

LA NUOVA INSEGNA DELL’ALBERGO DEL GLOBO.
UNA VITTIMA DELLA CONCORRENZA.
TONTOLINI È TRISTE.
POLIDOR E L’ELEFANTE.
GIGETTA È PEDINATA.
LEA E IL GOMITOLO.
IL MOSCONE.
LA NUOVA CAMERIERA È TROPPO BELLA.
TOTÒ DIMAGRISCE.
KRI KRI FUMA L’OPPIO.
FRICOT BEVE LA MEDICINA.
ROBINET PESCATORE PER AMORE.
LA PAURA DEGLI AEROMOBILI NEMICI.