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BORN TODAY: D’ANNUNZIO

D'annunzio artwork by origa

GABRIELE D'ANNUNZIO, portrait by Graziano Origa, 1979.

 BORN TODAY: GABRIELE D'ANNUNZIO.

HAPPY BIRTHDAY TO GABRIELE D'ANNUNZIO.

12 MARCH (1863). BORN IN PESCARA (ITALY).

Scrittore, giornalista, poeta, militare e politico italiano. Simbolo del Decadentismo ed eroe di guerra. Soprannominato il Vate – "il profeta" – occupa una posizione preminente nella letteratura italiana dal 1889 al 1910 e nella vita politica dal 1914 al 1924.

 

"Vivere ardendo e non bruciarsi mai".

 

"O rinnovarsi o morire".

 

"L'anima della terra è notturna, ma la luce del sole la nasconde più che non la nasconda la tenebra".

 

"Riaccendere l'amore è come riaccendere una sigaretta. Il tabacco s'invelenisce; l'amore anche".

 

"È inutile lamentarsi sopra una tomba; e il passato è come una tomba che non rende più i suoi morti".

 

"Egli aveva in se i germi di tutte le infezioni. Corrompendosi, corrompeva".

 

"Non tanto egli rimpiangeva i giorni felici quanto si doleva de' giorni che ora passavano inutilmente per la felicità".

 

"Giova ciò solo che non muore, e solo per noi non muore, ciò che muor con noi".

 

"Il cuore è il compagno più forte".

ROMPIPALLE. D'ANNUNZIO:
L'orbo veggente della Rinascente.
Articolo di Giancarlo Fusco, illustrazione di Graziano Origa (dal settimanale "Contro", n. 4, aprile 1979, diretto da Cesare Lanza).

«Ariel armato, Artiere di tutte le arti, Filibustiere del Quarnaro, Orbo veggente, Vendicatore di Oberdan,
Vindice di Lissa, Intrepido condottiero degli Uscocchi, Venturiero senza ventura, Beffatore in terra in cielo e sul mare, Imaginifico, Giustiziere a ferrofreddo, Messaggero di vita e di morte, Artefice insonne, Principe di Montenevoso, Il Comandante tout-court. Ma era sempre lui, Gabriele D'Annunzio. L'insuperabile trasformista, ch'ebbe un nome, arcano, sonoro, abbagliante, per ognuna delle sue tante metamorfosi. Poeta, romanziere, giornalista, drammaturgo, "bianco lanciere di Novara", aviatore, siluratore, legionario, deputato (di sinistra a destra, di destra a sinistra), dittatore, esule, sindacalista e perfino francescano di lusso. A tempo perso, in margine alle sue fatiche letterarie, militari e politiche, fu anche il primo, pagatissimo "market-promoting" del nostro paese. Infatti, fra un'ode e una lauda, una favilla e un cartiglio, contribuì alla fortuna di molte imprese industriali e commerciali, battezzando prodotti e ideando slogan. La penna stilografica "Aurora" gli deve il suo nome. "A dir le mie virtù basta un sorriso", motto del  "Gengival", dentifricio della borghesia giolittiana, è farina del suo inesauribile sacco. Fu lui, che suggerì ai fratelli Bocconi di chiamare "La Rinascente" i loro grandi magazzini, ricostruiti, accanto al Duomo di Milano, dopo un disastroso incendio. Ebbe un estro particolarmente felice nel battezzare i liquori: "Aurum", "Prunella", "Cerasella", "San Silvestro". Quando poteva, associava il prodotto a una raffinatezza culturale. Allorché le distillerie Luxardo, di Zara, gli chiesero di trovare un nome suggestivo per il loro cherry-brandy, si ricordò che la Dalmazia, cinque o sei secoli dopo Cristo, era abitata dai Morlacchi. E sulle mensole del bar fecero la loro apparizione, di un bel rosso rubino, le bottiglie di "Sangue Morlacco". Quindi, oltre a tutto quello che riuscì a essere, come "vate, soldato e grande amatore" (pappone, all'occorrenza) D'Annunzio fu anche un inimitabile creatore di marchi di fabbrica ed etichette. Dopo un buon trentennio dì quarantena, Gabriele sta avendo il suo revival. E perfino alcuni autorevoli esponenti di quella intellighentia che, nell'immediato dopoguerra, lo mise praticamente al bando, come demiurgo culturale del fascismo, lo stanno rivisitando. E potremmo, perciò, ritrovarci fra i coglioni il dannunzianesimo. Con tutto il suo bricche-bracche di estetismi, spiritismi, misticismi, vaniloqui celebrativi, belle morti, olocausti e analoghe belinate. E questo proprio nel momento in cui gli italiani debbono, più che mai, tenere i piedi per terra. Speriamo che Il nostro sia un timore infondato. Ma, intanto, la signora Maria Danese, che partecipa a "Lascia o raddoppia?" rispondendo sulla vita e le opere di D'Annunzio, sostiene d'essere veggente e medium. Maledizione!»

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Gabriele d'Annunzio speaks at the Vittoriale, recitando Dante. Posted in YT by AfroPoli


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